Un momento per te

Proposte per la riflessione personale

Se tu conoscessi il dono di Dio...

Pubblicato mercoledì 21 dicembre 2011

[Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!», tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva]

Celebrare il Natale di Gesù andando oltre l’esteriorità e la ritualità è impegnativo ed interessante. La sua grandezza ed il suo significato sono così importanti da richiederci di superare anche l’esagerata attenzione che poniamo alla crisi economica e valoriale in cui siamo immersi.

Un Dio che si fa uomo sarebbe stata una cosa impensabile al ragionamento e alla fantasia umana. È Dio che viene incontro all’uomo e non l’uomo che cerca Dio. Dio vuole incontrarci: il nostro compito è non nasconderci o semplicemente non far finta di niente. L’annuncio: ‘Oggi è nato il Salvatore’ è un forte richiamo per l’uomo; rappresenta la possibilità di scoprire la verità di noi stessi ed il fine per cui siamo stati creati. Il Natale è il modo con il quale vivono armonicamente insieme umano e divino, spirito e materia, cielo e terra. Il Natale è la realizzazione della nostra unità: Dio e l’uomo sono chiamati a vivere in armonia.

L’augurio può essere così formulato: fare Natale significa essere il tu di Dio. Si inaugura così una nuova relazione tra Dio e l’uomo, che, salvato per grazia, è in grado di rispondere liberamente a Dio con il suo sì. Il no degli inizi ha perso la sua definitività in forza di un amore incommensurabile di Colui che avendoci creati ci ha anche salvati nel Figlio fatto uomo. Il Natale rappresenta così l’inizio di una nuova storia nella quale l’uomo per essere se stesso non si confronta più solo con se stesso, ma avendo scoperto il Tu, perde la sua autoreferenzialità e, libero da se stesso, si ritrova fuori di sé. Ma andando fuori di sé, per il recupero della dimensione relazionale, non si aliena, non si estranea, non svanisce: uscendo da sé trova Dio e la sua grandezza originaria. Far Natale può significare anche vedere la grandezza e la bellezza dell’uomo come espressioni di un incontro. Raggiunti dall’Amore possiamo anche rivolgere lo sguardo verso noi stessi: non sarà più uno sguardo narcisistico, ma lo sguardo che abbraccerà definitivamente l’uomo nella sua grandezza e dignità di figlio.

Buon Natale!

Don Adriano Vincenzi